Corsi RLS

Corsi RLS

FORMAZIONE RAPPRESENTANTE LAVORATORI PER LA SICUREZZA

16
Totale corsi
2019
288
Numero
partecipanti

Durante il 2019 sono stati realizzati un totale di 16 corsi (con un affluenza complessiva di 288 partecipanti). Tra questi, un corso RLS di 32 ore e 15 corsi di Formazione Generale da 4 ore.
L’attività formativa dell’Organismo Paritetico si è concentrata prevalentemente sui corsi di 4 ore, i cui titoli sono stati: “la valutazione del rischio” (29 partecipanti, 2 edizioni); “ruolo e riunione periodica” (19 partecipanti, 1 edizione); “stress lavoro correlato” (31 partecipanti, 2 edizioni); “la comunicazione del RLS” (27 partecipanti, 2 edizioni); “formazione e gestione emergenze” (67 partecipanti, 3 edizioni); “il ruolo dell’RLS nella politica della sicurezza” (76 partecipanti, 4 edizioni); il corso pilota “stress lavoro correlato – la cassetta degli attrezzi” (12 partecipanti).

CORSI RLS INTERNO – 32 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
BUSTO ARSIZIO SETTEMBRE – NOVEMBRE 1 27
TOTALE 1 27
CORSI RLS INTERNO – LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO – 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
GALLARATE NOVEMBRE 1 13
BUSTO ARSIZIO MAGGIO 1 16
TOTALE 2 29
CORSI RLS INTERNO – RUOLO E RIUNIONE PERIODICA – 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
BUSTO ARSIZIO APRILE 1 19
TOTALE 2 19
CORSI RLS INTERNO – STRESS LAVORO CORRELATO – 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
VARESE MAGGIO 1 15
BUSTO ARSIZIO SETTEMBRE 1 16
TOTALE 2 31
CORSO RLS INTERNO – LA COMUNICAZIONE RLS 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
GALLARATE MAGGIO 1 11
VARESE NOVEMBRE 1 16
TOTALE 2 27
CORSO RLS INTERNO – FORMAZIONE E GESTIONE EMERGENZA 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
VARESE OTTOBRE 1 14
GALLARATE OTTOBRE 1 22
BUSTO ARSIZIO NOVEMBRE 1 31
TOTALE 3 67
CORSI RLS INTERNO – IL RUOLO DEL RLS NELLA POLITICA DELLA SICUREZZA – 4 ORE
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
BUSTO ARSIZIO MAGGIO 1 26
GALLARATE LUGLIO 1 11
VARESE OTTOBRE 1 16
SARONNO DICEMBRE 1 23
TOTALE 4 76
CORSI RLS INTERNO – STRESS LAVORO CORRELATO – LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI
ASCOM PERIODO N. CORSI N. PARTECIPANTI
BUSTO ARSIZIO DICEMBRE 1 12
TOTALE 1 12

LE FUNZIONI DEL RAPPRESENTANTE DELLA SICUREZZA TERRITORIALE (RLST)

  • Accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
  • È consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
  • È consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
  • È consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;
  • Riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
  • Riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
  • Riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;
  • Promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
  • Formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;
  • Partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;
  • Fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
  • Avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
  • Può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

Nel corso dell’anno 2019, sono stati effettuati un totale di 20 contatti con le aziende associate, che hanno prodotto 19 sopralluoghi e un eguale numero di verbali.
A dispetto di quanto riscontrato negli anni scorsi, mi duole segnalare l’atteggiamento singolare, se non addirittura scorretto, di alcuni Datori di Lavoro che, contattati per sondare la disponibilità al sopralluogo e per concordarne tempi e modalità, hanno in un primo tempo manifestato piena disponibilità all’incontro, per poi comunicare e trovare scuse di ogni genere, come ad esempio: la mancanza del Datore di Lavoro o dell’RSPP. Questo atteggiamento ha portato a segnalare nuovamente poco rispetto nella figura del RLST. Tale comportamento non aiuta affatto il nostro compito.
Tutto ciò sembrerebbe il sintomo di un purtroppo diffuso e persistente clima di diffidenza, della poca conoscenza dell’argomento che noi trattiamo, a causa dei quali gli RLST sono in una evidente difficoltà.
La differenza tra i sopralluoghi ed i contatti sopra citati è frutto di numerose telefonate ed e-mail da parte delle nuove aziende associate. Queste ultime dimostrano apertura e voglia di collaborazione, per rendere i luoghi di lavoro sicuri e nello stesso tempo confortevoli.
Per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico, nel complesso permangono molte delle criticità già emerse negli scorsi anni ed in generale si ravvisa tra i DdL interpellati una evidente difficoltà nell’esporre il Documento di Valutazione dei Rischi. Spesso, viene demandato l’aspetto burocratico ai consulenti aziendali; se da una parte, tale approccio è assolutamente apprezzabile e denota una sincera ed autentica volontà di affrontare materie complesse e delicate, dall’altra, si abusa della disponibilità di queste persone. Così facendo, i DdL tendono a non assumersi appieno le proprie responsabilità, ignorando la conoscenza del DVR. L’auspicio è che tale atteggiamento dei DdL cambi negli anni, così che la materia Sicurezza possa finalmente essere conosciuta e gestita con maggior spontaneità.

RLST – Freshi Cinzia, Filcams-Cgil Varese

Durante l’attività dell’anno 2019, ho effettuato un totale di 23 sopraluoghi in aziende, alcune volte con più passaggi o ricontatti telefonici per verificare che le criticità riscontrate durante il sopraluogo siano state risolte, come ad esempio aver effettuato il corso di formazione dei lavoratori o aggiornato il corso di primo soccorso. Oppure aver dato consigli su come migliorare la visibilità di cartelli o sul dpi, cercando così di migliorare il più possibile le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, pur essendo consapevole che io ho solo la possibilità di consigliare miglioramenti e non certo di obbligare le aziende a mettere in campo le soluzioni migliorative da me proposte.
Il settore da me seguito – il commercio al dettaglio, ristorazione e turismo – ha risentito ancora della crisi. Ha in molti casi potuto fare piccoli investimenti per la sicurezza e ho potuto constatare che le aziende da me visitate hanno intenzione di investire anche nei prossimi anni, per il miglioramento della sicurezza dei propi dipendenti, e non solo dando attuazione a obblighi di legge, quali la valutazione del rischio, ma anche sensibilizzando i propri collaboratori ad attenersi scrupolosamente alle normative di sicurezza, a segnalare eventuali criticità e a suggerire possibili miglioramenti negli standard di sicurezza, affiggendo in alcuni casi anche dei previ vademecum sui comportamenti da attuare, ben visibili nelle bacheche aziendali.
Durante il 2019, sono stato contattato da diverse aziende (in costante aumento rispetto agli anni precedenti), per avere consigli su come procedere per risolvere alcune problematiche, non sempre di carattere burocratico, ma anche di effettivo miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro o per richiedere una riunione periodica (anche se con meno di 15 dipendenti non è un obbligo). Alcune volte per visionare con me variazioni al dvr o solo per segnalazioni di cambio di mansione di alcuni addetti.
Tutte le aziende da me visitate avevano provveduto alla valutazione dello stress lavoro correlato ed avevano, quasi nella totalità, la documentazione in ordine, fatta eccezione per dimenticanze sul rinnovo dei corsi. I lavoratori erano, nella grande maggioranza dei casi, al corrente delle norme di sicurezza. Ho altresì consigliato ad alcune aziende di nominare un secondo addetto al primo soccorso ed antincendio, anche se non obbligati dalla normativa, per garantire maggior sicurezza. Aziende magari con pochi dipendenti, ma con ampie metrature di lavoro, come ad esempio deposito attrezzature e merci di imprese di pulizia.

RLST Molinari Marco, FISASCAT CISL DEI LAGHI

L’anno 2019 è trascorso in modo molto travagliato sotto tanti punti di vista, sia personali che lavorativi, ma soprattutto sindacali.
Non ho avuto la possibilità di impegnarmi, a differenza degli anni scorsi, per espletare il ruolo di RLST al meglio delle mie possibilità e di conseguenza ho potuto effettuare pochissimi sopralluoghi.
Direi che la relazione di quest’anno è quasi irrilevante, per i pochi contatti che ho avuto con le aziende.
Mi preme sottolineare che, nonostante non abbia potuto svolgere al meglio il mio ruolo, le varie riunioni fatte durante l’anno con i colleghi sono servite ad analizzare, riflettere e fare nuove proposte su aspetti che nel corso del prossimo anno porteranno sicuramente delle migliorie e la possibilità agli RLST di lavorare ancora meglio dal punto di vista organizzativo, per valorizzare in modo più marcato questo ruolo di RLST, cosi importante per le aziende quanto per tutto il tessuto sociale del nostro Paese.
Il ruolo dell’RLST è molto importante e di lavoro da fare ce n’è ancora parecchio. Speriamo che le aziende ci diano una mano e prendano più consapevolezza nell’affrontare il problema della sicurezza e salute nei posti di lavoro.

RLST Murvana Guido, UILTuCS UIL Varese

Durante l’attività svolta a partire da maggio 2019, ho effettuato diversi sopralluoghi, alcuni dei quali con un secondo passaggio per verificare (prima della stesura del verbale di sopralluogo) che la documentazione e gli interventi a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori fossero in linea con la normativa vigente in materia e le criticità riscontrate (come ad esempio aver effettuato il corso di formazione dei lavoratori, l’aggiornamento del corso di primo soccorso e antincendio, il miglioramento della visibilità di alcuni cartelli, l’archiviazione dei documenti o proposte sui dpi: suggerimenti per migliorie proposte alle aziende e non certo obblighi nei confronti delle stesse a mettere in campo le soluzioni migliorative da me suggerite). Il settore seguito è composto da aziende facenti parte del commercio al dettaglio, ristorazione e turismo, che attualmente risentono della crisi, ma che effettuano investimenti per il miglioramento della sicurezza dei propri dipendenti (non solo dando attuazione a obblighi di legge). In ogni caso, ho trovato ambienti di lavoro conformi ai requisiti ex art. 63 commi 1, 2 e 3 DLGS 81/08 e successive modificazioni, impianti e dispositivi sottoposti a regolare manutenzione, attrezzature conformi alle disposizioni legislative, DPI conformi al DLGS e ho potuto constatare che le aziende hanno valutato lo stress da lavoro-correlato nel documento valutazione dei rischi, ex art.28 art.1 bis.

RLST Menegale Simona, FISASCAT CISL DEI LAGHI